Problemi a napoli per il gioco d’azzardo rischioso

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Non si ferma la “rivolta sulle barricate” degli operatori del gioco della città partenopea! Sicon, il Sindacato degli operatori delle scommesse, passa dalle parole ai fatti e diffida ed invita l’amministrazione comunale di Napoli ad applicare l’ordinanza relativa agli orari di accensione e spegnimento delle apparecchiature da intrattenimento nei confronti di tutti, proprio tutti, gli esercizi che vendono giochi: quindi, anche nei confronti di quegli operatori che esercitano il gioco del lotto, del 10 e lotto, gratta e vinci e lotterie. Questo poiché il Comune di Napoli asserisce che tale ordinanza viene emessa con l’obbiettivo di garantire le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più influenzabili. Quindi, il gioco è gioco e tutti i giochi dovranno essere trattati in modo uguale: l’ordinanza deve valere per tutti!

Questa iniziativa del Sindacato è naturalmente la risposta all’ordinanza del Comune di Napoli sui limiti degli orari imposti anche ai migliori casino online italiani, visto che questa ordinanza sta causando diverse reazioni sopratutto perché è voce comune tra gli operatori che vi sia una certa “discriminazione” tra locali e giochi. Sicon è agguerrito ed in caso di “non ascolto” da parte del Sindaco della meravigliosa cittadina partenopea è pronto ad agire le sedi competenti, anche quella civile oltre quella penale ed amministrativa per la tutela dei diritti e degli interessi dei suoi iscritti.

Non vi è alcun dubbio, che questa “sperequazione di trattamento” tra gioco e gioco sta provocando danni ad alcune categorie di operatori: infatti vi sono comparti penalizzati da una sorta di alterazione del mercato in favore degli esercizi che propongono al pubblico giochi leciti, senza avere il divieto di accesso ai minori e degli operatori che offrono il gioco del lotto, il 10 e lotto ed i gratta e vinci e le lotterie a danno di altre comparti di operatori come le sale da gioco, sale dedicate alle Vlt, sale scommesse, sale bingo e negozi dedicati al gioco. E su questo sembra non vi sia alcun dubbio.

Gli operatori delle scommesse rimangono basiti nel leggere su alcuni organi di stampa laddove si dice che viene fermata la raccolta del gioco senza discriminazione mentre, nell’ordinanza del Comune di Napoli, si definisce che gli orari sono per i giochi leciti, mentre in realtà nella sua applicazione si “aggrediscono” le strutture nelle quali esiste il divieto ai minori, discriminandole chiaramente rispetto a quelle che non hanno questo divieto e si decide, ulteriormente, quali siano i giochi leciti che rientrano nella normativa e quali no, mentre non esiste nel regolamento alcuna differenziazione.

Oltre a queste riflessioni, che certamente non sono di poco conto, gli operatori sono anche meravigliati che nonostante sia stato sottoposto all’Avvocatura del Comune un chiarimento sulle lotterie, non vi sia stata alcuna risposta, come se l’argomento sottoposto alla loro attenzione non fosse un motivo di importante riflessione nella stesura del regolamento comunale. Ma allora su cosa bisognerebbe riflettere secondo l’Avvocatura? Sempre di “aria fritta” in modo da non creare alcuna preoccupazione ed alcun chiarimento? Quando si parla di gioco, di qualsiasi comparto si tratti, non si è “degni” neppure di una risposta? Questo è quello che si chiedono gli operatori del gioco, hanno il diritto di chiederselo, ma avrebbero anche diritto ad avere una risposta… qualunque sia.