La gente vuole giocare di più d’azzardo se lo si proibisce

giocare d'azzardo

Ci piace” pensare che sia il momento propizio per mettere in campo riflessioni (serie, però, questa volta) sulle azioni di proibizionismo che si sono predisposte in alcune Regioni, sugli orari restrittivi per le attività ludiche (in alcune città assolutamente ostative a qualsiasi tipo di esercizio che si occupi di gioco e di casino online), ed anche “ci piace” riflettere sulla propensione del cittadino-giocatore e sulle sue intenzioni di trovare ugualmente il posto in cui giocare od in cui sa di poter trovare il suo gioco preferito.

Si continua anche a far riflettere sui risultati che il “proibire” ha portato (in generale) anche nei tempi passati: l’ingresso inevitabile di una parte di gioco illegale che sembra proprio in attesa di vedere normative messe in atto e conseguenze positive per l’illecito. Dunque, cosa può spingere Regioni, Comuni, città a continuare in questo percorso? Non si riesce ad ammettere di avere in parte sbagliato e, quindi, di dover ritornare sui propri passi? Questo bisognerebbe farlo nell’interesse dei territori ed anche di ogni singolo cittadino. Ma il nostro Esecutivo nel frattempo come si pone?

Oggi il nostro mondo, non solo quello del gioco, è un pullulare crescente di attività benefiche spesso promosse proprio da chi i danni sociali li provoca con scopi lucrativi: il bene che scaturisce dal male. E questo è quello che la gente è portata a pensare del gioco. Non ha importanza che il gioco si impegni nel sociale, “è sempre danaro sporco” che non dovrebbe essere usato per fini sociali ed è questo che si imputa all’Esecutivo.

Diventa poi un problema di modo, forma e sensibilità ma tutto questa moralità non produce effetti apprezzabili sopratutto per i giovani. Lo Stato può fare tutto ciò che vuole e mettere tutte le accise che vuole per ”tartassare” il mondo del gioco, saranno poi i cittadini a valutare nei tempi e modi questi percorsi che per ora non hanno portato nulla di buono per il sociale: almeno questo è il pensiero di chi scrive e si crede che questo sia condiviso da parecchie persone.

Bisogna dire che ormai è acclarato che il proibizionismo non funzione in quanto in nome dei precetti morali non si eliminano o cambiano i comportamenti, ma spingono verso l’illegalità, oltretutto rinforzandola. L’unica strada probabilmente sarebbe una crescita della consapevolezza e non del proibizionismo: la consapevolezza, l’autoregolazione ma ci vogliono regole. Regole, quindi, e non proibizionismo ci si aspetta dallo Stato ed oltre tutto ci si aspetta anche che i cittadini sappiano esattamente dove possono giocare, quando possono giocare e quanto possono giocare.

Lo Stato, quindi, non deve proibire anche le slot machine gratis perché lederebbe la libertà individuale di scelta e di opinione, ma dovrebbe ben regolamentare tutto l settore perché questa è l’unica strada che porterebbe il cittadino a bene comportarsi ed a non “passare dall’altra parte della barricata”, poiché questo sarebbe un pessimo risultato ed una sconfitta alquanto cocente da guarire. Ci si attende una legge quadro sul gioco a livello nazionale e non più normative a “macchia di leopardo” come sta accadendo ora a livello locale. Sarebbe un gran bel risultato per il nostro Esecutivo ed un modo per far rispettare le regole da parte di chiunque: cittadini ed operatori ringrazierebbero ed avrebbero una “vita sociale” meno complicata di quella di oggi.