Il gioco d’azzardo italiano deve copiare da altri paesi

gioco d'azzardo italiano

Se è vero che qualche mese fa il gioco d’azzardo italiano, e la sua organizzazione, è stato elevato al rango di “esempio per tutti i Paesi Membri” dalla Comunità Europea, riempiendo di soddisfazione coloro che avessero in qualche modo contribuito a questo traguardo, potrebbe anche realizzarsi il contrario. Cioè che il mondo del gioco d’azzardo italiano cerchi di “copiare” qualcosa relativa all’organizzazione del gioco che già viene applicato in altri Paesi e che potrebbe divenire utile anche sul nostro territorio.

Tentativi di regolamentare i meccanismi di auto-esclusione dei giocatori problematici dalle sale da gioco sono stati fatti, ma ancora non è stato raggiunto “un ottimale” in questo senso, come purtroppo, anche in altre decisioni che non si riescono ad acquisire per questo o quel parere contrario che impedisce di proseguire nella ristrutturazione e riforma di questo “benedetto” settore che sembra non trovare assolutamente pace. Così, alla fine, non sembra poi “così brutto” vedere come gli altri Paesi continuano il loro percorso nella regolamentazione del gioco, prenderne esempio ed esperienza e “vedere l’effetto che fa”.

In effetti, nel Regno Unito comincia a prendere piede l’adozione di sistemi per l’auto esclusione dei giocatori patologici dalle sale da gioco e dai casino online e vengono adottate nuove tecnologie che non toccano solo le case da gioco, dove a livello internazionale, già da tempo “funziona” questo strumento. Particolarmente, in questi giorni Bacta, una associazione di categoria, ha avviato un progetto per l’acquisizione di una soluzione di auto esclusione informatizzata ed indubbiamente, questo è un “lunghissimo” passo in avanti.

Il progetto consente agli utenti di comunicare ad altri operatori dei centri di gioco riservati agli adulti che si trovano nella “loro zona di competenza”, la volontà di auto escludersi, sopratutto per quei soggetti che stanno effettuando un percorso di cura dal gioco problematico o che, comunque, hanno deciso di smettere di giocare. La Gambling Commission era intervenuta su questo tema ed aveva sollecitato agli operatori del Regno Unico questo progetto e, di conseguenza, dall’aprile del 2016 gli operatori si sono attivati per comunicare ad altri operatori l’elenco di coloro che desiderano auto escludersi.

Sino ad oggi esistevano due sistemi attivi con questo scopo e ciò “obbligava” i soggetti interessati all’auto esclusione a registrarsi due volte per comunicare la loro volontà di non entrare in due ambienti diversi. Questo nuovo sistema, invece, consente di integrarsi tra loro rendendo necessaria una unica operazione da parte dell’utente che vale per qualsiasi locale. Chi conosce un poco il gioco sa che è già difficile “fare questo passo” ed, indubbiamente, renderlo più semplice può aiutare chi ha preso questa importante decisione.

Nel febbraio di questo anno la Commissione di gioco britannica ha scritto, anche, a tutti i titolari di licenza per il gioco a distanza informandoli della necessità urgente che l’industria del settore porti avanti la introduzione di un sistema nazionale di auto esclusione in linea con l’obbiettivo di fornire al consumatore un unico mezzo che consenta loro di auto escludersi da tutti gli operatori di gioco online. Il giocatore che vuole auto escludersi deve anche essere assistito per gestire la sua dipendenza dal gioco d’azzardo ed aiutato ad indirizzarsi ad una consulenza specialistica ed a servizi di supporto organizzati a tale fine.