A Napoli esistono giochi d’azzardo discriminati

napoli e gioco d'azzardo

Posto che ormai quasi tutti i Sindaci della nostra Penisola si sono acquisiti il potere di decidere nel gioco chi lavora, come lavora e quando lavora, si vorrebbe chiedere all’Agenzia dei Monopoli di Stato che hanno messo a bando concessioni e diritti dove si sono nascosti in questi momenti dove nelle città vige il caos totale nella gestione del gioco e dei casino online. Come detto, i Sindaci ormai fanno il buono ed il cattivo tempo sul territorio ed allora ci vorrebbe proprio un incontro con i Monopoli affinché mettano fine a questo stato di cose che, sinceramente, ha ridotto al lumicino il lavoro degli addetti al settore del gioco. Ogni comparto, od ogni segmento, ha la sua problematica importante, ma quello che in realtà esiste è una completa sudditanza di tutti gli esercizi ai “desiderata dei Comuni” e questo, dopo aver pagato una bella somma di diritti per poter aprire una attività ludica since,ramente sembra agli operatori un po’ troppo!

La realtà del territorio napoletano, e non solo, è questa: le agenzie di scommesse chiudono a mezzogiorno e riaprono alle 18. Ed i dipendenti cosa fanno nel frattempo? Le altre attività di gioco, invece, sono aperte e questa sembra una profonda ingiustizia da affrontare e dirimere. Gli stessi operatori si sono resi conto che la diffusione dell’offerta di gioco è arrivata ad un punto che va normalizzata e riorganizzata, ma bisogna far capire a chi di dovere che, nel frattempo, tante aziende stanno per chiudere o si trovano in grande difficoltà e che per vendere devono stare aperte oltre agli orari che attualmente sono in vigore. Le regole che ci sono vanno rispettate, ma bisogna anche mettere gli operatori nella condizione di farlo, come anche in condizione di pagare gli oneri ai quali sono soggetti. E come? Tenendo forse le attività chiuse quando tante altre invece sono aperte?

Un incontro richiesto con i Monopoli deve ancora avere risposta e riscontro, ma al momento tutto tace: sono proprio i Monopoli che dovrebbero garantire continuità lavorativa, ma in questo momento sono state fatte “orecchie da mercante” e gli imprenditori del gioco napoletano hanno ancora ben poco “ossigeno” da poter respirare per fare fronte ai loro impegni che non sono oltretutto tanto leggeri a livello economico. Oggi, di fatto, sul territorio partenopeo esiste una discriminazione tra scommesse ed altri giochi leciti ed esercizi pubblici, quelli che hanno un’attività prevalente e non.

Quindi, il “paradosso reale” che gli operatori del gioco, che si possono trovare nella lista ufficiale dei casino online legali in italia, stanno “vivendo” è che il Comune ha creato gli esercizi “specializzati” che oltre tutto regolano l’accesso ai minori, che devono rimanere chiusi, mentre gli altri punti, senza alcun divieto” restano aperti. E questo sempre sottolineando che il limite orario non è quel provvedimento chiave per limitare la diffusione del gioco problematico poiché, e questo si ripete sino allo sfinimento, chi vuole giocare trova senza dubbio il modo ed il posto in cui farlo.

Gli orari ridotti sono solo una discriminante esclusivamente per le agenzie, mentre chi è toccato dal gioco problematico continua imperterrito a giocare con il gratta&vinci, con il 10eLotto oppure recandosi appena qualche chilometro fuori dal comune dove non sono in essere gli orari limitativi.