La gente vuole giocare di più d’azzardo se lo si proibisce

giocare d'azzardo

Ci piace” pensare che sia il momento propizio per mettere in campo riflessioni (serie, però, questa volta) sulle azioni di proibizionismo che si sono predisposte in alcune Regioni, sugli orari restrittivi per le attività ludiche (in alcune città assolutamente ostative a qualsiasi tipo di esercizio che si occupi di gioco e di casino online), ed anche “ci piace” riflettere sulla propensione del cittadino-giocatore e sulle sue intenzioni di trovare ugualmente il posto in cui giocare od in cui sa di poter trovare il suo gioco preferito.

Si continua anche a far riflettere sui risultati che il “proibire” ha portato (in generale) anche nei tempi passati: l’ingresso inevitabile di una parte di gioco illegale che sembra proprio in attesa di vedere normative messe in atto e conseguenze positive per l’illecito. Dunque, cosa può spingere Regioni, Comuni, città a continuare in questo percorso? Non si riesce ad ammettere di avere in parte sbagliato e, quindi, di dover ritornare sui propri passi? Questo bisognerebbe farlo nell’interesse dei territori ed anche di ogni singolo cittadino. Ma il nostro Esecutivo nel frattempo come si pone?

Oggi il nostro mondo, non solo quello del gioco, è un pullulare crescente di attività benefiche spesso promosse proprio da chi i danni sociali li provoca con scopi lucrativi: il bene che scaturisce dal male. E questo è quello che la gente è portata a pensare del gioco. Non ha importanza che il gioco si impegni nel sociale, “è sempre danaro sporco” che non dovrebbe essere usato per fini sociali ed è questo che si imputa all’Esecutivo.

Diventa poi un problema di modo, forma e sensibilità ma tutto questa moralità non produce effetti apprezzabili sopratutto per i giovani. Lo Stato può fare tutto ciò che vuole e mettere tutte le accise che vuole per ”tartassare” il mondo del gioco, saranno poi i cittadini a valutare nei tempi e modi questi percorsi che per ora non hanno portato nulla di buono per il sociale: almeno questo è il pensiero di chi scrive e si crede che questo sia condiviso da parecchie persone.

Bisogna dire che ormai è acclarato che il proibizionismo non funzione in quanto in nome dei precetti morali non si eliminano o cambiano i comportamenti, ma spingono verso l’illegalità, oltretutto rinforzandola. L’unica strada probabilmente sarebbe una crescita della consapevolezza e non del proibizionismo: la consapevolezza, l’autoregolazione ma ci vogliono regole. Regole, quindi, e non proibizionismo ci si aspetta dallo Stato ed oltre tutto ci si aspetta anche che i cittadini sappiano esattamente dove possono giocare, quando possono giocare e quanto possono giocare.

Lo Stato, quindi, non deve proibire anche le slot machine gratis perché lederebbe la libertà individuale di scelta e di opinione, ma dovrebbe ben regolamentare tutto l settore perché questa è l’unica strada che porterebbe il cittadino a bene comportarsi ed a non “passare dall’altra parte della barricata”, poiché questo sarebbe un pessimo risultato ed una sconfitta alquanto cocente da guarire. Ci si attende una legge quadro sul gioco a livello nazionale e non più normative a “macchia di leopardo” come sta accadendo ora a livello locale. Sarebbe un gran bel risultato per il nostro Esecutivo ed un modo per far rispettare le regole da parte di chiunque: cittadini ed operatori ringrazierebbero ed avrebbero una “vita sociale” meno complicata di quella di oggi.

La riforma del gioco d’azzardo e le sue conseguenze

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Sino a quando non vi sarà il referendum ed il suo esito, si è quasi certi che la Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali non troverà “la soluzione” sulla riforma del gioco pubblico e sulla riforma dei migliori siti legali di casino, quindi si continuerà solo a parlare e disquisire sulla “sua messa in onda” e ci si dovrà inevitabilmente anche chiedere questa riforma che tipo di conseguenze potrà portare all’Erario ed alla occupazione, anche se ciò che “ci preoccupa” è indubbiamente solo l’occupazione. Dell’Erario si sarà già ampiamente applicato il Governo per ritrovare le risorse per “rientrare” delle eventuali perdite che la ristrutturazione del gioco andrà a procurare.

Ma l’occupazione invece? Cosa succederà ai quei dipendenti che forzatamente gli operatori del gioco dovranno licenziare? Dove andranno a finire? E quale settore sarà in grado di assorbire questo colpo senza provocare “morti e feriti”? In questi anni nessun settore commerciale o di servizi è riuscito a far fronte alla “richiesta di lavoro” da parte del mercato, mentre il settore del gioco, nonostante pensino il contrario i suoi detrattori, è riuscito ad impiegare migliaia di risorse, ad “inventare” nuove professioni ed a far proseguire studi e ricerche sul mondo del gioco che così tanto materiale può portare allo studio di chi è in grado di guardarlo sotto una speciale lente di ingrandimento.

Bene, posto questo, bisogna ribadire che la riforma del settore del gioco pubblico, punta sulla razionalizzazione dell’offerta a partire dagli apparecchi con vincita in danaro e, quindi, si deve partire dalle conseguenze che questo porterà. Se per ragioni attualmente “oscure” si dovesse, con questo provvedimento, verificare una sommersione del settore, ovvero l’abbandono della rete legale da parte dei concessionari legali, l’ipotesi probabilmente dovrebbe essere rivista. Invece, si deve dare un occhio “migliore” a quello che succederà all’occupazione. Si teme che “l’inasprimento” delle normative che dovranno uscire dalla Conferenza Unificata porterà tante “aziendine” a chiudere: magari quelle imprese che hanno uno o due dipendenti che a quel punto con la restrizione degli orari e dei distanziometri “aggiornati” saranno costretti a licenziare.

Lo stesso probabilmente succederà con le grosse sale da gioco e con i casino online con bonus, dove visto che gli orari saranno particolari, tutta l’organizzazione della sala stessa (tipo le sale bingo che hanno all’interno anche la ristorazione) dovrà essere rivista con un ridimensionamento del personale. Dove andranno queste persone non è dato saperlo, bisognerebbe probabilmente domandarlo al nostro Presidente del Consiglio: è da lui che si attendono queste risposte, ovviamente, in modo particolare i giovani che sono quelli che maggiormente partecipano al mondo del gioco e che si troveranno, tanto per cambiare, in mezzo ad una strada aspettando che il Governo faccia qualcosa per loro. Ma la speranza dicono sia l’ultima a morire!

A Napoli esistono giochi d’azzardo discriminati

napoli e gioco d'azzardo

Posto che ormai quasi tutti i Sindaci della nostra Penisola si sono acquisiti il potere di decidere nel gioco chi lavora, come lavora e quando lavora, si vorrebbe chiedere all’Agenzia dei Monopoli di Stato che hanno messo a bando concessioni e diritti dove si sono nascosti in questi momenti dove nelle città vige il caos totale nella gestione del gioco e dei casino online. Come detto, i Sindaci ormai fanno il buono ed il cattivo tempo sul territorio ed allora ci vorrebbe proprio un incontro con i Monopoli affinché mettano fine a questo stato di cose che, sinceramente, ha ridotto al lumicino il lavoro degli addetti al settore del gioco. Ogni comparto, od ogni segmento, ha la sua problematica importante, ma quello che in realtà esiste è una completa sudditanza di tutti gli esercizi ai “desiderata dei Comuni” e questo, dopo aver pagato una bella somma di diritti per poter aprire una attività ludica since,ramente sembra agli operatori un po’ troppo!

La realtà del territorio napoletano, e non solo, è questa: le agenzie di scommesse chiudono a mezzogiorno e riaprono alle 18. Ed i dipendenti cosa fanno nel frattempo? Le altre attività di gioco, invece, sono aperte e questa sembra una profonda ingiustizia da affrontare e dirimere. Gli stessi operatori si sono resi conto che la diffusione dell’offerta di gioco è arrivata ad un punto che va normalizzata e riorganizzata, ma bisogna far capire a chi di dovere che, nel frattempo, tante aziende stanno per chiudere o si trovano in grande difficoltà e che per vendere devono stare aperte oltre agli orari che attualmente sono in vigore. Le regole che ci sono vanno rispettate, ma bisogna anche mettere gli operatori nella condizione di farlo, come anche in condizione di pagare gli oneri ai quali sono soggetti. E come? Tenendo forse le attività chiuse quando tante altre invece sono aperte?

Un incontro richiesto con i Monopoli deve ancora avere risposta e riscontro, ma al momento tutto tace: sono proprio i Monopoli che dovrebbero garantire continuità lavorativa, ma in questo momento sono state fatte “orecchie da mercante” e gli imprenditori del gioco napoletano hanno ancora ben poco “ossigeno” da poter respirare per fare fronte ai loro impegni che non sono oltretutto tanto leggeri a livello economico. Oggi, di fatto, sul territorio partenopeo esiste una discriminazione tra scommesse ed altri giochi leciti ed esercizi pubblici, quelli che hanno un’attività prevalente e non.

Quindi, il “paradosso reale” che gli operatori del gioco, che si possono trovare nella lista ufficiale dei casino online legali in italia, stanno “vivendo” è che il Comune ha creato gli esercizi “specializzati” che oltre tutto regolano l’accesso ai minori, che devono rimanere chiusi, mentre gli altri punti, senza alcun divieto” restano aperti. E questo sempre sottolineando che il limite orario non è quel provvedimento chiave per limitare la diffusione del gioco problematico poiché, e questo si ripete sino allo sfinimento, chi vuole giocare trova senza dubbio il modo ed il posto in cui farlo.

Gli orari ridotti sono solo una discriminante esclusivamente per le agenzie, mentre chi è toccato dal gioco problematico continua imperterrito a giocare con il gratta&vinci, con il 10eLotto oppure recandosi appena qualche chilometro fuori dal comune dove non sono in essere gli orari limitativi.

Operatori del gioco: Vogliamo regole uguali per tutti

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In questi giorni recenti tante voci “si ergono” dai vari Comuni relativamente alle problematiche che si fanno risalire al mondo del gioco d’azzardo ed a quello dei migliori casino online con bonus: forse perché la Conferenza Unificata non ha ancora “concluso il suo percorso e di conseguenza il suo accordo” con le Regioni e gli Enti Locali che i Comuni si attivano sempre di più prendendo le distanze dal gioco in qualsiasi modo. E questo unicamente perché lo Stato tarda ad “emettere la sua sentenza” ed a trovare la quadratura del cerchio che sembra a volte ancora lontana.

Mentre esistono e si svolgono queste battaglie “più o meno cruente”, gli operatori del gioco fanno sentire la loro voce per richiedere, forte e chiaro, che vengano emanate normative che però siano uguali per tutti i componenti del mondo del gioco, senza alcuna distinzione. Le attese degli addetti ai lavori sono tante e mano a mano che passano i giorni queste attese sembrano diventare evanescenti e non rispondere, certamente, ai loro desideri che non sono poi così particolari: chiedono soltanto di poter lavorare con una certa tranquillità e di poter riuscire ad avere qualche profitto dai capitali investiti, sia finanziariamente che psicologicamente, e di riuscire a mantenere le risorse che nel settore sono impiegate senza dover rinunciare forzatamente a loro ed alla loro professionalità.

In queste righe tocca avere un occhio di riguardo per la città di Napoli, spesso in subbuglio per quanto riguarda il gioco ed i casino online con croupier umani e giochi dal vivo, visto che lì si è evidenziato un crollo della raccolta delle scommesse pari al 35% circa con giocatori che si spostano su altri prodotti di gioco o fuori città dove, invece, si può tranquillamente giocare, e sopratutto dove si vede a rischio il posto di lavoro di tanti dipendenti del settore. Questi sono gli effetti di un’ordinanza del Comune di Napoli che da agosto scorso limita gli orari delle sale da gioco e scommesse dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23, tempo assai limitato per riuscire in così poco spazio ad arrivare a profitti sufficienti “a rimanere in piedi e con un’attività aperta”.

Ci sarà un incontro tra i rappresentanti degli operatori del gioco ed il Comune nel quale non si chiederà la luna alle istituzioni, ma soltanto regole e normative che siano condivise e che, ancora oggi, non ci sono sul territorio. Anche gli operatori del gioco vogliono regole, altrimenti non si potrà più proseguire con le relative attività e saranno costretti ad investire altrove od in altro settore, sperando che poi non decidano di entrare nel settore “senza autorizzazione”, visto che là non ci sono certamente regole, ma neppure quel mare magnum di imposte che le attività lecite sono costrette a versare allo Stato!

L’intenzione degli operatori delle scommesse, che si possono trovare anche nell’elenco completo casino online, è quella di chiedere “una modifica della fascia oraria, non una apertura di 24ore al giorno, ma la possibilità di decidere gli orari di apertura comunicandoli al Suap all’interno di un tot ore prestabilito”. Altra richiesta è l’omogeneità delle regole che, attualmente, sono diverse tra agenzie e corner: va risolto il problema delle differenze tra i corner presso i bar ed i tabaccai che restano aperti tutto il giorno e le agenzie di scommesse che, di fronte all’ordinanza richiamata all’inizio di questo test,o sono costrette a chiudere e che, certamente, non possono vendere ricariche telefoniche e tabacchi.

Mancanza di misure nella normativa sul gioco d’azzardo

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Rimostranze, oppure osservazioni negative, sono presenti tra i nostri politici per quanto attiene la stesura della Legge di Stabilità 2017 che toccherà anche il mondo dei casino online. Chi scrive pensa, in ogni caso, che anche se la bozza della manovra finanziaria “fosse stata perfetta” qualcosa da dire qualcuno l’avrebbe trovata. Perché non criticare l’Esecutivo? Per quel che riguarda il mondo del gioco d’azzardo pubblico sembra ad una parte politica che non vi sia alcun serio riferimento alla normativa sul gioco nelle sue innumerevoli forme: nella Stabilità 2017, infatti, non c’è nulla sulla sua ristrutturazione o sulla sua riforma.

In pratica, come se non fosse stata presa in considerazione la posizione del gioco dagli addetti ai lavori che non hanno voluto prendere in carico la tematica nella Stabilità. Ed anche come se l’Esecutivo non avesse voluto vedere la salute dei cittadini, la vigilanza di forme di evasione fiscale e, sopratutto, non avesse voluto affrontare il tema del gioco illegale: eppure il nostro Paese non vorrebbe assomigliare alla Grecia che questa volta ci ha persino battuto ed è intervenuta sul fenomeno del gioco.

Infatti, la Gambling Commission greca, che si occupa prevalentemente di casino online legali per il suo paese, ha avviato la modifica delle disposizioni relative all’ingresso dei terminali per il gioco tipo Vlt, mentre in Italia se ne continua a parlare, ormai da tanto tempo, ma a livell di fatti pratici “stiamo a zero”. Si dovrebbe, forse, pensare che il Governo voglia proprio chiudere la legislatura con “un nulla di fatto”, lasciando a chi tira i fili del gioco d’azzardo tutta la libertà ed i guadagni che desiderano ottenere. Una cosa che, senz’ombra di dubbio, si potrebbe “copiare” dalla Grecia è l’introduzione del concetto di “moderazione obbligatoria”, ovvero la possibilità di impostare, da parte del giocatore, un limite massimo di giocate: il che, molto probabilmente, eviterebbe tanti episodi di gioco problematico.

La modifica al regolamento del gioco sbloccherebbe il mercato delle Vlt su cui lo Stato si attendeva cospicue entrate. I nuovi interventi si completano con le altre disposizioni previste per le Vlt, come la scheda di ogni singolo giocatore che richiede l’identificazione completa e contiene tutti i suoi dati personali ed i “suoi” limiti fissati, consentendo così alla Commissione di intervenire, in modo efficace, per poter garantire la protezione dei gruppi sociali vulnerabili.

Certamente, il nostro regolatore non si può dire che non abbia fatto parlare del mondo del gioco e dei casino online migliori in italia, sia in questa legislatura che in quelle precedenti: nella legislatura attuale oltretutto la XII Commissione ha approvato un decreto legge che, tanto per cambiare, giace dimenticato in qualche cassetto in attesa di fare il suo percorso in Aula. Non si riesce a capire il motivo di questo operato dell’Esecutivo, perché una buona legge costituirebbe senz’altro una protezione sistematica dell’interesse pubblico e porterebbe al minimo le conseguenze negative che si collegano al gioco d’azzardo: potrebbe persino promuovere una scala nazionale di principi e di regole condivise sul controllo del gioco.

E potrebbe, infine, anche facilitare la battaglia contro il gioco illegale e contro i casino online italiani illegali che tornerebbe utile allo stesso Esecutivo dato che l’emersione del sommerso, come si è già concretizzato, porterebbe risorse all’Erario “senza colpo ferire”, accontentando magari anche la “popolazione dissidente nei confronti del gioco”. Ma per fare questo bisognerebbe essere coerenti, e per quanto riguarda il gioco, di coerenza l’Esecutivo ne ha dimostrata veramente pochina.

Padova continua la guerra al gioco d’azzardo

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Ormai si pensa che siano da contare “sulla mano” quelle poche città che non intraprendono iniziative contro il mondo del gioco d’azzardo lecito e contro il mondo dei migliori casino online. Non c’è punto cardinale della nostra bella Penisola in cui si possa trovare qualche amministrazione comunale che non abbia almeno pensato di studiare e mettere sul campo iniziative indirizzate ad ostacolare il “procreare” del gioco in tutti i suoi comparti. Quello, però, che viene più sfruttata come iniziativa è la regolamentazione degli orari di accensione e spegnimento delle “famigerate macchinette”.

Non si vuole dire con questo che le iniziative per contrastare il gioco d’azzardo non debbano esistere, ma si vuole sottolineare che, oggi, sono veramente tante ed in tutte le direzioni. Ogni Regione decide di intervenire contro il gioco in base al proprio territorio e questo sta diventando veramente insopportabile per gli operatori delle attività ludiche, perché ogni giorno devono rendersi conto cosa fare e cosa non fare per poter svolgere la propria attività. Sembra non finire mai questo stillicidio di percorsi restrittivi che le amministrazioni comunali mettono sul campo.

Ci sembra giusto riferire di un’altra iniziativa messa in essere dall’amministrazione comunale della città di Padova per contrastare il gioco d’azzardo patologico e la voglia di giocare con i casino online legali. La Giunta del Comune ha approvato la costituzione di un gruppo di lavoro per il contrasto della ludopatia visto che il gioco su quel territorio si sta diffondendo in modo esponenziale, turbando la normale convivenza sociale con conseguenze assai pesanti per la collettività cittadina. Diventa, quindi, un obbligo per la città intervenire per contrastare questo fenomeno, ma soprattutto per prevenirlo e questo diventa fondamentale visto che si coinvolgono aspetti di carattere sanitario, pedagogico educativo di cultura e di informazione.

Il Gruppo di lavoro verrà convocato per progettare l’attività annuale e triennale dell’amministrazione comunale ed avrà come obiettivo di porre in essere azioni concordate per informare la popolazione sulla conoscenza del fenomeno del gioco, dei casino online legali aams e di informare i cittadini sulle modalità per contrastarlo, qualora fossero malauguratamente coinvolti nel disagio del gioco problematico. Tutti dovrebbero essere pronti ad intervenire contro questo dipendenza che, come una qualsiasi altra dipendenza, può creare veramente situazioni difficili da risolvere, ma soprattutto da affrontare.

Il Gruppo di lavoro avrà le funzioni di coordinamento tra le realtà coinvolte ed il contatto con il territorio e si adopererà per mettere in rete le esperienze ed i risultati affinché possano essere una sorta di presa di coscienza per chi ne volesse fare uso. Non bisogna dimenticare, assolutamente, che il gioco problematico colpisce anche i giovani e per questo l’educazione e la cultura sul gioco vanno affrontati nelle scuole dove avviene la crescita e lo sviluppo della persona e questo sensibilizzando i ragazzi sulle conseguenze che l’abuso del gioco può avere nei loro confronti, ma anche nei confronti delle loro famiglie.

La città di Padova, quindi, è già intervenuta dando vita ad un regolamento urbanistico che abbia come obiettivo primario la limitazione della presenza delle sale slot, delle sale scommesse e dei casino online in italia che siano in vicinanza di scuole ed impianti sportivi: insomma, vicino ai cosiddetti luoghi sensibili. La città di Padova desidera che il gioco venga decentrato dove non possa nuocere alla popolazione, sperando che questa soluzione non porti invece all’effetto contrario, visto che nelle periferie dove dovrebbero esclusivamente essere locate le attività ludiche staziona già il degrado e la criminalità organizzata: questo, naturalmente, non è un dogma, ma semplicemente un dato di fatto.

Effetto domino nel mondo del gioco d’azzardo

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C’era da aspettarselo che la sentenza del Tar di Bolzano per i “luoghi sensibili” producesse tanto rumore… ma certamente non per nulla! Questa decisione contro la Provincia di Bolzano porterà un grande sconquasso nel mondo del gioco d’azzardo e dei casino online affidabili con bonus ed i suoi operatori stanno guardando con speranza “questa voce” sperando che provochi una sorta di “effetto domino” e che, piano piano, anche gli altri Tar della Penisola comincino a guardare con un poco più di attenzione tutte le problematiche del gioco e che guardino i vari ricorsi presentati dagli addetti ai lavori non con la superficialità che forse è stata prestata sino ad ora.

In realtà, gli argomenti del gioco, non avrebbero mai dovuto essere stati presi con superficialità dai Tar, ma forse l’onda “no slot no azzardo” ha coinvolto, ovviamente in buona fede, a volte anche chi era deputato a decidere del destino di tante aziendine che volevano veder rispettato il loro impegno ed il loro lavoro. In ogni caso, il parere del Tar di Bolzano avverso la Provincia, laddove la stessa vuole creare ulteriori “e nuovi luoghi sensibili” dove peraltro esiste il divieto quasi totale del gioco legale, è stato una sorta di “fulmine a ciel sereno” che porterà invece che “tempesta” un po’ di respiro e di speranza nel settore.

Proibire il gioco lecito e proibire di giocare nei casino online legali aams su tutto l’intero territorio “bolzanino”, secondo chi scrive, equivale a lasciare il campo libero alla criminalità organizzata ed al gioco irregolare: si favorisce così la crescita del gioco d’azzardo illegale ed anche, probabilmente, l’aumento del numero dei giocatori patologici e l’aggravamento delle loro condizioni esistenziali: questa sentenza del Tar è per il gioco legale come aver vinto una “battaglia”, ma naturalmente non fa cantar vittoria anche se un po’ di allegria indubbiamente questa pronuncia l’ha provocata.

Quello che il settore del gioco si auspica, e particolarmente quello collocato nella parte del territorio d Bolzano, è che in futuro non ci si debba rivolgere sempre ai Giudici per far comprendere determinati concetti, ma bisognerebbe farli capire in ambito politico ed istituzionale in modo che tutto funzioni in modo scorrevole ed in modo da non doversi sempre trincerare dietro gli articoli del codice per poter svolgere una attività ludica. Le vie della ragione e del confronto dovrebbero far arrivare alla comprensione di un problema comune, come la buona politica a volte insegna.

Una cosa che certamente affranca i sentimenti di chi ama il mondo del gioco d’azzardo e quello dei migliori casino online italiani legali è che questa pronuncia del Tar di Bolzano è la prima nella quale viene dichiarata ufficialmente l’illegittimità dell’effetto espulsivo delle norme territoriali e del proibizionismo inflitto al gioco legale. Ed anche che questa pronuncia, infine, ha annullato le delibere della Provincia sul distanziometro dei 300 metri entro cui non è possibile installare apparecchiature da intrattenimento e questo perché la stessa Provincia non ha compiuta una adeguata istruttoria in merito. Si vuole ribadire che questa sentenza arriva dopo tanti anni impiegati a contestare queste norme assolutamente nocive per il settore del gioco da parte delle varie associazioni e da tanti operatori: si spera proprio che sia solo l’inizio e che piano piano il concetto si allarghi a tutta la Penisola.

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Il gioco d’azzardo italiano deve copiare da altri paesi

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Se è vero che qualche mese fa il gioco d’azzardo italiano, e la sua organizzazione, è stato elevato al rango di “esempio per tutti i Paesi Membri” dalla Comunità Europea, riempiendo di soddisfazione coloro che avessero in qualche modo contribuito a questo traguardo, potrebbe anche realizzarsi il contrario. Cioè che il mondo del gioco d’azzardo italiano cerchi di “copiare” qualcosa relativa all’organizzazione del gioco che già viene applicato in altri Paesi e che potrebbe divenire utile anche sul nostro territorio.

Tentativi di regolamentare i meccanismi di auto-esclusione dei giocatori problematici dalle sale da gioco sono stati fatti, ma ancora non è stato raggiunto “un ottimale” in questo senso, come purtroppo, anche in altre decisioni che non si riescono ad acquisire per questo o quel parere contrario che impedisce di proseguire nella ristrutturazione e riforma di questo “benedetto” settore che sembra non trovare assolutamente pace. Così, alla fine, non sembra poi “così brutto” vedere come gli altri Paesi continuano il loro percorso nella regolamentazione del gioco, prenderne esempio ed esperienza e “vedere l’effetto che fa”.

In effetti, nel Regno Unito comincia a prendere piede l’adozione di sistemi per l’auto esclusione dei giocatori patologici dalle sale da gioco e dai casino online e vengono adottate nuove tecnologie che non toccano solo le case da gioco, dove a livello internazionale, già da tempo “funziona” questo strumento. Particolarmente, in questi giorni Bacta, una associazione di categoria, ha avviato un progetto per l’acquisizione di una soluzione di auto esclusione informatizzata ed indubbiamente, questo è un “lunghissimo” passo in avanti.

Il progetto consente agli utenti di comunicare ad altri operatori dei centri di gioco riservati agli adulti che si trovano nella “loro zona di competenza”, la volontà di auto escludersi, sopratutto per quei soggetti che stanno effettuando un percorso di cura dal gioco problematico o che, comunque, hanno deciso di smettere di giocare. La Gambling Commission era intervenuta su questo tema ed aveva sollecitato agli operatori del Regno Unico questo progetto e, di conseguenza, dall’aprile del 2016 gli operatori si sono attivati per comunicare ad altri operatori l’elenco di coloro che desiderano auto escludersi.

Sino ad oggi esistevano due sistemi attivi con questo scopo e ciò “obbligava” i soggetti interessati all’auto esclusione a registrarsi due volte per comunicare la loro volontà di non entrare in due ambienti diversi. Questo nuovo sistema, invece, consente di integrarsi tra loro rendendo necessaria una unica operazione da parte dell’utente che vale per qualsiasi locale. Chi conosce un poco il gioco sa che è già difficile “fare questo passo” ed, indubbiamente, renderlo più semplice può aiutare chi ha preso questa importante decisione.

Nel febbraio di questo anno la Commissione di gioco britannica ha scritto, anche, a tutti i titolari di licenza per il gioco a distanza informandoli della necessità urgente che l’industria del settore porti avanti la introduzione di un sistema nazionale di auto esclusione in linea con l’obbiettivo di fornire al consumatore un unico mezzo che consenta loro di auto escludersi da tutti gli operatori di gioco online. Il giocatore che vuole auto escludersi deve anche essere assistito per gestire la sua dipendenza dal gioco d’azzardo ed aiutato ad indirizzarsi ad una consulenza specialistica ed a servizi di supporto organizzati a tale fine.

Le regole seguite dal mondo dei giochi

regole dei giochi

Si è detto più volte nelle nostre righe che il gioco ed i casino online con bonus è tutto uguale, od almeno dovrebbe, che le regole sono quindi uguali per tutti i comparti, ed anche questo almeno dovrebbe essere e, di conseguenza, questo discorso porta ad equiparare qualsiasi comparto del gioco d’azzardo italiano a dover “accettare e seguire” tutte le regole vigenti: sia gli apparecchi con vincita al gioco, che quelli senza vincita hanno i loro percorsi da seguire e quelli dovrebbero essere attentamente rispettati. Fa indubbiamente piacere, quindi, sapere che anche in altri Paesi, magari più evoluti nel gioco del nostro, ci sia questo orientamento.

In Gran Bretagna, per esempio, la Gambling Commission ricorda agli operatori che le “gru” a pinza, anche lì “giochino” molto apprezzato, possono essere installate solo se provviste di licenza. Quindi, anche queste apparecchiature devono seguire le norme ed i regolamenti vigenti per gli altri apparecchi da gioco ed il “dictat” della Gambling Commission sorge dal fatto che sono stati scoperti alcuni casi in cui le macchine da gioco con “gru a pinza della categoria D” non complessa, hanno violato le norme indicate.

Solo per ricordare a coloro che non fossero troppo avvezzi a sentir parlare di queste apparecchiature da divertimento che queste “macchinette” sono dotate di un braccio meccanico, oppure di un dispositivo similare, per selezionare un premio ed impiegano una sorta di gruppo compensatore per determinare la percentuale di payout. Consentono una puntata massima di una sterlina ed un massimo di 50 sterline di premio, ma assolutamente non in danaro.

Or dunque, nel corso degli ultimi nove mesi, complessivamente, nove macchine sono state rimosse da cinque sedi visto che non erano contrassegnate correttamente come macchine da gioco ed, oltre tutto, non si trovavano all’interno di locali adibiti al gioco. Queste, invece, sono indubbiamente macchine da gioco ed è necessaria una licenza e/o autorizzazione rilasciata dall’autorità locale per poterle installare negli esercizi ed in base al rispettivo tipo di locali, alcuni operatori, che attualmente agiscono senza licenz,a avranno bisogno di chiederne una di un operatore dalla Gambling Commission.

Naturalmente, sembra quasi inutile sottolinearlo e vale sia per la Gran Bretagna che per tutti gli altri Paesi, è di vitale importanza che tutte le forme di macchine da gioco siano regolamentate per garantire che il gioco d’azzardo sia sicuro e che in esso non intervenga la criminalità, la clonazione e la contraffazione. Appare giusta, in conseguenza, la dichiarazione del Direttore della Commissione per la Conoscenza dell’Industria laddove si dimostra deluso che un certo numero di apparecchiature da gioco di categoria D non complessa siano state offerte al pubblico violando le norme vigenti.

Tutti si aspettano, senza ombra di dubbio, che coloro che offrono questi prodotti ai giocatori assicurino di avere tutte le autorizzazioni corrette e che queste apparecchiature da gioco siano indicate nell’etichettatura proprio come macchine da gioco e non di abilità. Devono inoltre garantire, anche in Gran Bretagna come sul nostro territorio, che il permesso sia corretto ed idoneo e può essere richiesto e rilasciato tramite concessione di licenza delle autorità locali. Le etichette per queste macchine possono essere ottenute dall’associazione di categoria per il divertimento.

Come vincere di sicuro alle slot machines

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Il sogno di chi ama il gioco d’azzardo, la sua adrenalina e le sue sfide sa perfettamente che si gioca sognando di vincere e di battere la macchina, oppure di incontrare sul proprio percorso la Dea Bendata che, una volta tanto, si decide a guardare dalla parte giusta! A prescindere dai giochi del tavolo verde, dove subentra l’abilità e l’astuzia personale, quando si guarda nel mondo delle slot machine ci si deve proprio affidare al caso perché queste apparecchiature sono completamente casuali e casualmente danno la possibilità di “agguantare” quattrini ed a volte anche tanti.

Naturalmente, la fortuna personale è quell’ingrediente che ci fa propendere per quella “macchinetta” o per un’altra e sopratutto bisogna essere più che fortunati per acciuffare il jackpot, se la slot lo prevede, oppure il gioco bonus che possono essere dei “giri gratuiti”, oppure un pick up bonus, cioè quel qualcosa che si può scegliere tra le varie opzioni che vengono proposte e tra queste quella che sembra la più vantaggiosa.

E fino a qui, tutto semplice… ma vi sono altri modi per vincere anche con le slot machine dei casino online legali, dipende dall’apparecchio che si sceglie ed è difficile suggerire una strategia comune a tutte le slot o per tutti i giochi, ve ne sono così tanti che è appunto un’utopia poter generalizzare nei consigli. Quelli però che si possono sottoporre in linea generale e che possono aiutare a “combattere” con il gioco sono questi:

. conoscere bene le slot, visto che ci sono macchinette che pagano di meno ed altre di più

. imparare a conoscere bene il valore da dare alle monete delle slot

. cambiare sempre slot può essere conveniente

. imparare a limitare le perdite

. usare e sfruttare bene i bonus

. vincere guardando i payout delle slot

Sono, come si può percepire, suggerimenti generali e non particolarmente indirizzati, ma possono essere “piccoli suggerimenti” per far riflettere il giocatore e portarlo ad aumentare le vincite. Bisogna sempre ricordarsi che qualsiasi consiglio sul gioco va sempre applicato con buon senso e responsabilità, visto che quando si parla di gioco d’azzardo la fortuna gioca sempre “la parte del leone” e bisogna diffidare di “metodi puntali per vincere” perché ciò non esiste: tutto è una sinergia tra atteggiamenti di chi gioca e, sempre e comunque, la Fortuna.

Una cosa che bisognerebbe sempre ricordare è che le percentuali di vincita nelle macchinette dei bar sono notevolmente più basse di quelle dei casinò online. Quindi, se decidiamo di passare un’oretta al bar dopo il caffè si deve stare attenti a rischiare poco, anzi pochissimo, proprio per passare il tempo. Le macchinette dei bar sono proprio programmate in modo da avere delle vincite massime molto basse, più o meno 100 euro e, quindi, bisogna sapere quanto si è disposti a rischiare per vincere 100 euro.

Il suggerimento “intelligente” è quello di “rischiare” uno o due euro e nulla di più. Sarebbe utile ricordare che, ancora oggi, con tutto quello che si è detto sulle slot e sul loro funzionamento, esistono ancora persone che perdono centinaia di euro in queste slot sponsorizzate dai Monopoli.

Problemi a napoli per il gioco d’azzardo rischioso

gioco d'azzardo a napoli

Non si ferma la “rivolta sulle barricate” degli operatori del gioco della città partenopea! Sicon, il Sindacato degli operatori delle scommesse, passa dalle parole ai fatti e diffida ed invita l’amministrazione comunale di Napoli ad applicare l’ordinanza relativa agli orari di accensione e spegnimento delle apparecchiature da intrattenimento nei confronti di tutti, proprio tutti, gli esercizi che vendono giochi: quindi, anche nei confronti di quegli operatori che esercitano il gioco del lotto, del 10 e lotto, gratta e vinci e lotterie. Questo poiché il Comune di Napoli asserisce che tale ordinanza viene emessa con l’obbiettivo di garantire le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più influenzabili. Quindi, il gioco è gioco e tutti i giochi dovranno essere trattati in modo uguale: l’ordinanza deve valere per tutti!

Questa iniziativa del Sindacato è naturalmente la risposta all’ordinanza del Comune di Napoli sui limiti degli orari imposti anche ai migliori casino online italiani, visto che questa ordinanza sta causando diverse reazioni sopratutto perché è voce comune tra gli operatori che vi sia una certa “discriminazione” tra locali e giochi. Sicon è agguerrito ed in caso di “non ascolto” da parte del Sindaco della meravigliosa cittadina partenopea è pronto ad agire le sedi competenti, anche quella civile oltre quella penale ed amministrativa per la tutela dei diritti e degli interessi dei suoi iscritti.

Non vi è alcun dubbio, che questa “sperequazione di trattamento” tra gioco e gioco sta provocando danni ad alcune categorie di operatori: infatti vi sono comparti penalizzati da una sorta di alterazione del mercato in favore degli esercizi che propongono al pubblico giochi leciti, senza avere il divieto di accesso ai minori e degli operatori che offrono il gioco del lotto, il 10 e lotto ed i gratta e vinci e le lotterie a danno di altre comparti di operatori come le sale da gioco, sale dedicate alle Vlt, sale scommesse, sale bingo e negozi dedicati al gioco. E su questo sembra non vi sia alcun dubbio.

Gli operatori delle scommesse rimangono basiti nel leggere su alcuni organi di stampa laddove si dice che viene fermata la raccolta del gioco senza discriminazione mentre, nell’ordinanza del Comune di Napoli, si definisce che gli orari sono per i giochi leciti, mentre in realtà nella sua applicazione si “aggrediscono” le strutture nelle quali esiste il divieto ai minori, discriminandole chiaramente rispetto a quelle che non hanno questo divieto e si decide, ulteriormente, quali siano i giochi leciti che rientrano nella normativa e quali no, mentre non esiste nel regolamento alcuna differenziazione.

Oltre a queste riflessioni, che certamente non sono di poco conto, gli operatori sono anche meravigliati che nonostante sia stato sottoposto all’Avvocatura del Comune un chiarimento sulle lotterie, non vi sia stata alcuna risposta, come se l’argomento sottoposto alla loro attenzione non fosse un motivo di importante riflessione nella stesura del regolamento comunale. Ma allora su cosa bisognerebbe riflettere secondo l’Avvocatura? Sempre di “aria fritta” in modo da non creare alcuna preoccupazione ed alcun chiarimento? Quando si parla di gioco, di qualsiasi comparto si tratti, non si è “degni” neppure di una risposta? Questo è quello che si chiedono gli operatori del gioco, hanno il diritto di chiederselo, ma avrebbero anche diritto ad avere una risposta… qualunque sia.